L’osteoporosi: malattia sociale

L’osteoporosi è una malattia sistemica ad eziologia multifattoriale caratterizzata dalla progressiva riduzione della massa ossea con deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo che conduce ad aumentata fragilità delle ossa  e conseguente aumento del rischio di frattura.

L’osteoporosi è una patologia molto diffusa e si stima che attualmente nel mondo siano oltre 200 milioni gli individui affetti. Essa è una patologia tipicamente età-correlata, con un’incidenza che aumenta proporzionalmente all’invecchiamento della popolazione e con una prevalenza di circa il 30% nelle donne in post-menopausa negli Stati Uniti e nell’UE.L’osteoporosi, ritenuta una patologia di pertinenza della donna, è presente anche nella popolazione maschile.Tra la popolazione ultra 50enne, infatti, 1 donna su 3 ed 1 uomo su 8 sono affetti da questa patologia; negli Stati Uniti 2 milioni di uomini soffrono di osteoporosi e circa 12 milioni sono a rischio di svilupparla.  In Italia questa affezione colpisce circa 5.000.000 di persone, di cui oltre l’80% è rappresentato da donne in post-menopausa.

Solo una donna su due affetta da osteoporosi sa di esserlo. La stessa mancanza di consapevolezza su questa patologia riguarda un uomo su cinque.

Essere affetto da osteoporosi comporta l’aumento del rischio di subire fratture a carico di tutti i distretti scheletrici, ma soprattutto di quelli maggiormente sollocetitati dai carichi posturali come le vertebre e le estremità.

Si stima che nell’Unione Europea, il 40% delle donne di mezza età e il 15% degli uomini di mezza età si frattureranno a causa dell’osteoporosi nel restante corso della vita. Le conseguenze legate alle fratture del femore sono molto pesanti. La mortalità è del 15-25%, la disabilità motoria colpisce più della metà dei pazienti nell’anno successivo alla frattura e solo il 30-40% di queste persone riprende autonomamente le attività quotidiane. Un problema simile è costituito dalle fratture vertebrali, spesso spontanee, la metà delle quali non sono diagnosticate e la cui incidenza è paragonabile a quelle del femore. È facile capire che i costi sociali ed economici di questa patologia siano rilevanti. 

Si tratta di cifre preoccupanti che contribuiscono a classificare l’osteoporosi come malattia sociale. Già da qualche anno l’Unione Europea ha dichiarato la lotta all’osteoporosi uno dei maggiori obbiettivi della salute pubblica.

La prevenzione rappresenta l’approccio più razionale e moderno al problema dell’osteoporosi e la diagnosi precoce costituisce uno dei fondamenti indispensabili.

Una diagnosi precoce di osteoporosi nei suoi vari gradi si ottiene con esami strumentali che analizzano dati quantitativi : un posto prevalente spetta alla MOC (mineralometria ossea computerizzata), che consiste nel far attraversare l’osso da un fascio di deboli radiazioni: più l’osso è denso e più il fascio viene rallentato.
 Attualmente il “gold-standard” è rappresentato dalla MOC DEXA (cioè a doppio raggio X), che viene eseguita prevalentemente su colonna lombare e collo femorale, a costo di una dose radiante molto bassa.

La MOC DEXA della colonna lombare e’ idonea per valutare l’osso di tipo trabecolare (spugnoso), quella del collo femorale per valutare l’osso di tipo corticale (compatto) e la “total body” essenzialmente per valutare la composizione corporea.

L’esame radiografico fornendo la valutazione morfologica dell’osso riveste un ruolo importante soprattutto come indagine di compendio per l’analisi quantitativa, correlando il valore della massa ossea con l’eventuale presenza di frattura e per monitorare le eventuali modificazioni strutturali, nel tempo, delle componenti scheletriche.

Le sedi più frequenti di  frattura sono le vertebre, l’anca ed il polso in quanto sono i distretti scheletrici   più ricchi di osso spugnoso il quale viene interessato precocemente del processo di indebolimento legato alla ridotto tenore calcico.

frattura del polso e dello stiloide ulnarefrattura femorale sottocapitata

Le fratture vertebrali  sono  più frequente esiti di frattura su base osteoporotica in quanto un’espansione sia di eventi traumatici PBI reiterata condizione di sovraccarico. Generano intensa sintomatologia dolorosa in corrispondenza della  sin della lesione con pressoché assenti irradiazione del dolore verso le gambe. Il primo riscontro diagnostico avviene con l’esame radiografico, supportato eventualmente da esami diagnostici di primo livello quali risonanza magnetica e TC. 

  

Per l’approfondimento delle metodiche strumentali preposte alla diagnosi di osteoporosi si rimanda al capitolo  specifico.

Lascia un commento