Malattie reumatiche: iter diagnostico

La radiologia convenzionale è la metodica di I livello che occorre sempre eseguire per l’inquadramento di un eventuale forma infiammatoria delle articolazioni per due motivazioni di ordine pratico, il basso costo e la facile accessibilità alle strutture sanitarie; inoltre per la sua panoramicità che consente di ottenere la valutazione in comparativa delle articolazioni da esaminare e soprattutto  per la misura del danno articolare che tuttavia può essere con questa metodica evidenziato solo quando la malattia è già manifesta. Va infatti rimarcato   che la radiografia convenzionale può anche essere negativa nei primi 6-12 mesi dall’esordio clinico, e che il 75% dei pazienti sviluppa questo segno radiologico entro i primi 2 anni dall’esordio. Riveste tuttavia un ruolo diagnostico primario negli stadi cronici della malattia per la valutazione della progressione delle modificazioni ossee.

Oggi per la diagnosi strumentale precoce di malattia reumatica ci si affida alla Risonanza Magnetica (RM).

La RM fornisce immagini di tutte le strutture articolari e periarticolari con  elevata risoluzione spaziale e di contrasto; tale metodica consente di  rilevare precocemente l’interessamento infiammatorio della sinovia ed è in grado di dare indicazioni sull’attività del panno sinoviale mediante lo studio del “contrast enhancement”, cioè rilevando, dopo infusione di mdc per via endovenosa,   eventuali aree di sinovia a più elevato segnale (iperintense) in quanto bersaglio del mezzo di contrasto. La RM è estremamente precoce nell’individuazione di piccole erosioni ossee, con una sensibilità comparabile a quella dell’ecografia articolare e di molto superiore a quella della radiologia convenzionale . Lo studio RM dell’edema osseo (“bone lesion”), quale elemento predittivo della futura erosione è appannaggio elettivo di questa tecnica.

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